Disturbo esplosivo intermittente

Il disturbo esplosivo intermittente (Intermittent Explosive Disorder – IED) è classificato nel DSM-5 sotto la categoria "Disturbi dirompenti del Controllo degli Impulsi e della Condotta". L’IED rientra dunque nel quadro dei disturbi del controllo degli impulsicaratterizzato da ricorrenti gravi azioni aggressive plausibilmente esito di una deficitarietà del controllo degli impulsi aggressivi, in cui il grado di aggressività manifestato è spropositato rispetto ai fattori psicosociali stressanti precipitanti. Le ricorrenti esplosioni aggressive non sono premeditate(sono impulsive e provocate dalla rabbia) e non sono rivolte al raggiungimento di un obiettivo (soldi, potere, intimidazione).

Le ricorrenti esplosioni aggressive causano marcato stress nell’individuo o compromissioni nel funzionamento lavorativo e interpersonale, o sono associate a conseguenze finanziarie o legali. La diagnosi richiede che il soggetto abbia almeno 6 anni (o livello di sviluppo equivalente).

E’ possibile fare diagnosi di IED solo nel momento in cui vengano esclusi altri disturbi che potrebbero includere gli episodi di comportamento aggressivo; similmente i comportamenti aggressivi non sono dovuti all’effetto fisiologico diretto dell'uso di sostanza o di una condizione medica generale. Tale diagnosi può essere fatta in aggiunta alla diagnosi di ADHD; DC, DOP o disturbo dello spettro autistico quando ricorrenti esplosioni impulsive aggressive sono in eccesso rispetto a quelle usualmente riscontrabili in tali disturbi.
Il soggetto solitamente descrive gli episodi aggressivi come attacchi di collera in cui il comportamento esplosivo è preceduto da una sensazione di tensione o eccitazione, cui segue generalmente a breve termine un senso di sollievo. A lungo termine, il soggetto può sperimentare emozioni secondarie di colpa, tristezza e imbarazzo in relazione all’episodio aggressivo attuato.  
Episodi aggressivi possono essere preceduti o accompagnati da: irritabilità, aumento di energia, rabbia, pensieri maniacali, formicolio, tremori, palpitazioni, oppressione toracica, sensazione di pressione nella testa, depressione e stanchezza possono verificarsi dopo l’episodio.

Il Disturbo è probabilmente causato da una serie di fattori.
La maggior parte delle persone con questo disturbo sono cresciute in famiglie dove il comportamento esplosivo, gli abusi verbali e fisici erano comuni. Essere esposti a questo tipo di violenza in età precoce rende più probabile che tali bambini espongano questi stessi tratti crescendo.
Ci può essere una componente genetica che causa il disturbo e che viene tramandata dai genitori ai figli.
Ci possono essere differenze nel modo in cui la serotonina, un importante messaggero chimico cerebrale, lavora in persone con disturbo esplosivo intermittente.

Abuso di sostanze (droghe o alcool) aumentano il rischio.

Le persone con storie di abusi infantili o che hanno vissuto eventi traumatici ricorrenti hanno una maggior probabilità di sviluppare il disturbo esplosivo intermittente.

Le persone con disturbo esplosivo intermittente hanno un aumentato rischio di autolesionismo. Tali soggetti non dirigono sempre la loro rabbia verso gli altri e sono a rischio di danneggiare se stessi, sia con lesioni intenzionali che con tentativi di suicidio. Coloro che sono anche dipendenti da droghe o affetti da un altro disturbo mentale grave, con maggior probabilità danneggiano se stessi.

Gli affetti da IED sono spesso percepiti dagli altri come sempre arrabbiati; questo può portare a problemi di relazione, divorzio e stress familiare. Altre complicazioni possono includere la perdita di posti di lavoro, la sospensione scuola, gli incidenti d’auto, i problemi finanziari o i guai con la legge.